mercoledì 12 aprile 2017

il giocoliere




Era da tanto che non vedevo esibirsi dal vivo un artista di strada. Devo essere sincero, mi aspettavo d’incontrarlo a Santarcangelo, la patria del Festival internazionale del teatro in piazza e anche degli artisti di strada. Come se aspettasse anche lui l’incontro l’anonimo giocoliere arriva quasi all’improvviso, sbuca da un vicolo, proviene da non so dove e appare nella strada centrale. Sta in sella a una specie di sidecar improvvisato: una vecchia bici - al posto della moto - che posteggia lesto dietro di lui, dalla quale stacca un carrettino - al posto del carrello del passeggero - che mette un poco più avanti, appena dietro al suo palcoscenico ideale. Sopra c’è un’enorme sacca di tela, sopra la sacca sta seduto comodamente il cane. Suppongo contenga le poche cose che gli servono per il suo povero spettacolo. Così è. Il corso, pure se centrale, appare quasi deserto nel sonnacchioso primo pomeriggio di un sabato freddo e uggioso di metà febbraio. Lui e il suo cane; noi della nostra piccola comitiva e qualche paesano che non ha nulla da fare e sfida il freddo e il gelicidio. Dalla sacca logora dietro di lui, comincia a pescare qualcosa: tre o quattro clave da far volteggiare in aria; mazzi di torce, sciolte una ad una, oppure legate fra loro a gruppi di tre, da far volteggiare solo dopo che gli ha dato fuoco. Per questo tira fuori un paio di bottiglie di vetro col tappo a molla e la guarnizione arancione. Piene di gasolio o di un 40 altro liquido infiammabile puzzolente. Qualche immancabile accendino di plastica e il resto dell’armamentario che serve per il suo povero spettacolo. Da quale vita fugge quel giovane uomo? Chi è e da dove viene questo signore un po’ malmesso che nel mezzo dell’esibizione chiede un applauso e quando finisce solo qualche monetina? Non ha freddo in maniche di camicia coperto da un pantalone di stoffa sottile e un paio di scarpe da tennis sfondate ai piedi? Dove ha mangiato, se lo ha fatto, oggi a pranzo? Tutte domande e altre ancora che in pochi attimi si affastellano nella mia testa e che resteranno senza risposta, mentre, cercando di non farmi notare, rubo un fotogramma della sua vita e proseguo il mio giro. Ogni tanto ripenso allo spettacolo dell’artista di strada: non posso farci niente a me quel pensiero fa una tristezza infinita.


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